DIFENDIAMO
L'ART. 18

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appello della FGCI di Pesaro-Urbino
a partecipare alla manifestazione
del 12 maggio
http://fgcipesarourbino.blogspot.it/

 
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TESSERAMENTO 2012

Dall'avvento del governo cosiddetto tecnico il panorama di aspettative, progetti di riforma e speranze, è andato modificandosi radicalmente.
Era giusto, inizialmente, osservare con fiducia la nomina di Monti, non farsi invadere da pregiudizi, seppur motivati, ma sono bastati 100 giorni per rendersi conto della deriva che sta prendendo l'intervento dell'economista e del suo governo. Ammettendo che a livello internazionale la sua presenza ci conferisce una maggiore autorevolezza in quanto sistema-paese, va però sottolineato che già i primi approcci al comparto delle politiche del lavoro hanno testimoniato che siamo di fronte ad un governo di individui vicini alle banche, al mondo della finanza, a Confindustria.
Le ultime interviste rilasciate da Marchionne danno il metro per comprendere l'attacco frontale e fortissimo che la classe dei lavoratori subordinati sta sperimentando.
E utilizzo il termine classe non a caso, se un decennio fa parlare di classi sociali distinte sembrava superato, oggi è necessario riprendere il concetto e esprimerlo accanto a quello di conflitto.
Le esigenze di consumo degli individui abbienti della nostra società occidentale spingono alla speculazione finanziaria, allo sfruttamento della manodopera, all'abbattimento dei diritti e questo governo è allineato nel portare avanti questo modus operandi.
L'attacco all'articolo 18 è testimonianza lampante. La panacea del lavoro flessibile, perché quello fisso è noioso, si sta facendo strada con una forza sempre maggiore. Il tutto è cominciato con Pomigliano, con il ricatto della classe dirigente di un'azienda non competitiva, che addossa il peso del proprio fallimento sui lavoratori e che tiene in scacco uno Stato, che appare inerme di fronte alle problematiche sul tema del lavoro. Ora, si sta continuando lo smantellamento del risultato di anni di lotte sindacali, manifestazioni di piazza, scioperi nazionali, con il beneplacito delle istituzioni, in primis del Capo di Stato di cui si sente sempre di più la mancanza di polso, dei partiti presenti in Parlamento, che con la scusa della responsabilità si lavano le mani alla Pilato, e di quei sindacati allineati e coperti al potere che stanno lasciando la Cgil e la Fiom sole nella difesa dei lavoratori subordinati.
L'assurdo a cui stiamo assistendo arriva al punto che operai, che hanno intentato e vinto una causa contro Fiat, che possono vantare una sentenza di reintegro, sono lasciati fuori dai cancelli della fabbrica, pagati per non lavorare, in spregio alla giustizia e alle leggi a cui tutti, teoricamente, saremmo sottoposti. Il tutto nel più completo silenzio delle istituzioni.
La libertà di manovra di cui gode il governo Monti è frutto di un accordo multilaterale tra i partiti presenti in Parlamento, pochi esclusi, per cui qualunque disegno di legge, decreto, idea, partorita dalle menti dell'esecutivo è accolta a braccia aperte. Questo è il risultato della mancanza di una sinistra vera alle Camere. Le istanze degli individui con meno forza contrattuale vengono inascoltate. Gli stessi meccanismi propri di una democrazia sono stati messi in discussione, a maggior ragione quando si sente dire che l'attuale governo potrebbe proseguire anche dopo la data utile per le elezioni.
Per tutte queste ragioni il PdCI da anni richiama l'esigenza di unire la sinistra, per creare un fronte di resistenza e lotta contro le logiche della new economy e della finanza barbara. E mai come ora è necessario ribadire con fermezza e forza, a chiunque voglia ascoltare, che è necessario unirci, perché sarebbe sbagliato rimanere divisi. Sostenere il PdCI significa preoccuparsi per il futuro dei nostri figli, delle donne, significa riportare laddove conta la parola dei lavoratori, dei sindacati che lottano, ribadire che esiste un conflitto tra classi e che si è dalla parte di chi ha più bisogno di supporto. Il Partito Comunista è sempre stato sinonimo di tutto questo, del rinnovamento e del progresso nel senso di maggiori diritti contro un ritorno alle logiche delle èlites di un secolo addietro.
Sostenerci significa tesserarsi, partecipare ai nostri momenti democratici, dire la propria, ritornare a sentirsi protagonisti della vita politica e sociale e non solo spettatori.


ADERISCI al PdCI il partito che chiede a gran voce l'UNITA' DELLA SINISTRA


(riferimento per il tesseramento: Sandro CARUCCI)
   

Elezioni 2012 - CivitanovaMarche

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